Il mese di giugno è dedicato in tutto il mondo al tema dell’infertilità. Il Mese mondiale della sensibilizzazione sull’infertilità ci ricorda che le difficoltà a concepire non sono rare e, allo stesso tempo, apre uno spazio per l’informazione, la prevenzione e un dialogo aperto su un tema che riguarda milioni di persone in tutto il mondo.
Eppure, intorno alla fertilità continuano a circolare molti miti e mezze verità. Molte persone iniziano a interessarsi alla propria salute riproduttiva solo quando incontrano difficoltà a concepire. Tuttavia, la consapevolezza e la prevenzione possono svolgere un ruolo fondamentale.
L’infertilità è più comune di quanto pensiamo
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa una persona su sei sperimenta l’infertilità nel corso della propria vita. L’infertilità non è soltanto un “problema femminile”, come talvolta viene erroneamente percepita.
La causa delle difficoltà a concepire può essere:
- legata alla donna in circa il 30–40% dei casi,
- legata all’uomo nel 30–40% dei casi,
- e, nei casi restanti, può coinvolgere entrambi i partner oppure rimanere inspiegata.

Nonostante ciò, molte coppie e persone vivono questa esperienza in silenzio. Di infertilità si parla ancora meno apertamente rispetto ad altri temi di salute, e questo può facilmente far sentire le persone sole nella propria situazione.
La realtà, però, è diversa. Dietro ogni numero e ogni statistica c’è una storia reale: mesi o anni di attesa, speranza, delusione, domande senza risposta e decisioni difficili. Il percorso verso un figlio tanto desiderato può essere molto impegnativo non solo dal punto di vista fisico, ma anche mentale ed emotivo.
Che una coppia stia affrontando esami di base o un trattamento di procreazione medicalmente assistita, è importante non dimenticare che la fertilità non è solo una questione medica. È anche un tema di vita profondamente personale, che merita un approccio sensibile, comprensione e rispetto per l’esperienza individuale di ogni persona.
L’età svolge un ruolo chiave nella fertilità femminile
Uno dei fattori più importanti che influenzano la fertilità femminile è l’età.
Una donna nasce con una riserva limitata di ovociti, che diminuisce gradualmente nel corso della vita. Oltre al loro numero, con l’età cambia anche la qualità degli ovociti, in particolare il loro patrimonio genetico.
Le donne sono generalmente più fertili tra i 20 e i 30 anni. Dopo i 35 anni, la fertilità inizia a diminuire in modo più significativo e, dopo i 40 anni, le possibilità di concepire naturalmente continuano a ridursi.
Questo non significa che una gravidanza in età più avanzata sia impossibile. Significa però che l’orologio biologico esiste ancora ed è importante tenerne conto nella pianificazione della genitorialità.

Anche la fertilità maschile non rimane invariata
Si dice spesso che gli uomini possano avere figli a qualsiasi età. La realtà, però, è più complessa.
Sebbene gli uomini producano spermatozoi per tutta la vita, anche la qualità del liquido seminale cambia nel tempo. Con l’aumentare dell’età, la motilità, la concentrazione e la qualità genetica degli spermatozoi possono diminuire.
La fertilità maschile può inoltre essere influenzata negativamente da:
- fumo,
- consumo eccessivo di alcol,
- obesità,
- stress cronico,
- mancanza di sonno,
- alcune patologie o farmaci.
La fertilità maschile merita quindi la stessa attenzione di quella femminile.
Lo stile di vita ha un impatto maggiore di quanto immaginiamo
La fertilità non è influenzata solo dall’età o dalla genetica. Anche lo stile di vita quotidiano svolge un ruolo importante.
Stress prolungato, mancanza di attività fisica, alimentazione squilibrata, sovrappeso o, al contrario, sottopeso possono influire sull’equilibrio ormonale e sulla salute riproduttiva.
Un impatto positivo sulla fertilità può derivare da:
- attività fisica regolare,
- sonno di qualità,
- alimentazione varia,
- riduzione del fumo e dell’alcol,
- cura della salute mentale.

Anche piccoli cambiamenti possono portare benefici duraturi alla salute generale e alla funzione riproduttiva.
La FIV non è l’ultima possibilità
Molte persone considerano la procreazione medicalmente assistita come l’ultimo passo dopo anni di tentativi falliti di concepire. Tuttavia, la medicina riproduttiva moderna offre un’ampia gamma di opzioni diagnostiche e terapeutiche, e una consulenza precoce può spesso aiutare a individuare un problema prima che diventi un ostacolo più serio.
Oggi la FIV aiuta coppie con diagnosi diverse: dai disturbi dell’ovulazione al fattore maschile, fino alle indicazioni genetiche o alle situazioni in cui la causa dell’infertilità non è stata chiaramente identificata.
Prima vengono individuati i possibili ostacoli, maggiori sono di solito le opzioni di trattamento disponibili.
Dobbiamo parlare di fertilità
Il Mese mondiale della sensibilizzazione sull’infertilità non è solo un promemoria delle sfide associate all’infertilità. È soprattutto un invito a una maggiore consapevolezza e apertura.
La medicina riproduttiva moderna offre oggi numerose possibilità di diagnosi e trattamento, che possono aiutare a identificare la causa delle difficoltà e a trovare una soluzione adeguata. Tuttavia, ogni storia è unica e non esiste un percorso universale che funzioni per tutti. Per questo è importante avere accanto un team di specialisti che accompagni ogni persona passo dopo passo con rispetto, empatia e comprensione.
La fertilità non dovrebbe essere data per scontata. È influenzata da molti fattori e spesso ci rendiamo conto della sua importanza solo quando iniziamo a pianificare una famiglia. Più parliamo di fertilità, più persone avranno la possibilità di prendere decisioni informate sul proprio futuro e di ricevere supporto nei momenti in cui ne hanno più bisogno.
Se avete domande sulla fertilità o desiderate saperne di più sulle possibilità di diagnosi e trattamento, prenotate una consulenza con i nostri specialisti. Il primo passo è sempre ottenere informazioni — e queste possono essere più preziose di quanto pensiate.
