Da Parigi alla clinica Unica di Praga: il percorso della famiglia Chanou verso la genitorialità

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Per Abiba e Moukalamou il percorso verso il sogno di diventare genitori è stato tutt’altro che semplice. Tutto è iniziato nel 2012, seguito da anni di trattamenti per l’infertilità, tentativi falliti, conversazioni difficili e momenti in cui il desiderio di avere un figlio sembrava sempre più irraggiungibile.

Dopo che i medici in Francia avevano comunicato loro che le possibilità di concepire con i propri ovociti erano estremamente limitate, si sono trovati di fronte a una decisione difficile: accettare le opzioni che erano state proposte loro oppure cercare di capire se esistesse ancora un’altra possibilità.

Hanno scelto di non arrendersi e di continuare a cercare.

Oggi condividono la loro storia da genitori, ripensando alle difficoltà affrontate, al sostegno che li ha aiutati ad andare avanti e alle emozioni travolgenti provate quando hanno finalmente accolto il loro bambino tanto desiderato.

Perché hanno scelto la clinica Unica

Quando la coppia ha iniziato a informarsi sulle cliniche per la fertilità all’estero, entrambi i partner hanno esplorato diverse possibilità.

Curiosamente, è stato Moukalamou, il marito di Abiba, a ricevere per primo una risposta dalla clinica Unica.

«Avevo inviato diversi messaggi ad altre cliniche, ma non avevo ricevuto alcuna risposta. Quando invece mio marito ha contattato Unica, ha ricevuto una risposta quasi immediatamente. Crediamo molto nei segni del destino, quindi abbiamo pensato che fosse un buon segno.»

Ciò che li ha convinti definitivamente, però, non è stata soltanto la rapidità della risposta, ma soprattutto la qualità della comunicazione che ne è seguita.

Avevano molte domande e, dopo anni di trattamenti, desideravano comprendere bene tutte le possibilità a loro disposizione prima di prendere un’altra decisione importante.

«La persona con cui abbiamo parlato ci ha ascoltato davvero. Avevamo così tante domande che a un certo punto ci siamo chiesti se non stessimo diventando troppo insistenti. Ma non è stato affatto così: avevano una risposta per ogni nostra domanda.»

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Dalla Francia a Praga per il trattamento di fecondazione in vitro

L’idea di sottoporsi a un trattamento per la fertilità all’estero aveva inizialmente suscitato alcune preoccupazioni.

«All’inizio pensavo che sarebbe stato complicato, perché tutto veniva organizzato a distanza. Ma le istruzioni erano così chiare che, sinceramente, tutto si è svolto senza alcuna difficoltà.»

Quando sono arrivati alla clinica Unica, entrambi si sentivano ben preparati e sapevano cosa aspettarsi.

Dodici test di gravidanza e un risultato indimenticabile

Dopo il trattamento di fecondazione in vitro (FIVET), la coppia ha affrontato una delle fasi emotivamente più impegnative del percorso: l’attesa di scoprire se il trasferimento embrionale avesse avuto successo.

Per chi aveva vissuto anni di delusioni, non era facile credere che questa volta il risultato potesse essere diverso.

Quando il primo test di gravidanza fatto a casa è risultato positivo, Abiba riusciva a malapena a crederci.

Così ne ha fatto un altro.

E poi un altro ancora.

«Ho comprato dodici test di gravidanza. Ogni giorno ne facevo uno e ogni volta risultava positivo. Ma continuavo a pensare: è strano, meglio farne un altro.»

Quando anche l’esame del sangue ha confermato la gravidanza, le emozioni sono state travolgenti.

«Non riesco nemmeno a trovare le parole per descrivere ciò che ho provato. Da una parte ci credevo, ma allo stesso tempo pensavo: wow, dopo tutti questi anni di attesa, sta succedendo davvero.»

Perché il sostegno emotivo è così importante durante un percorso di FIVET

Ripensando alla loro esperienza, uno degli aspetti più importanti è stato il sostegno emotivo ricevuto. Si parla spesso delle difficoltà fisiche legate ai trattamenti per l’infertilità, ma l’impatto psicologico può essere altrettanto significativo.

Per la famiglia Chanou, sentirsi finalmente ascoltata, compresa e accompagnata ha fatto una grande differenza. Era proprio ciò che era mancato loro nelle fasi precedenti del percorso.

«Quello che mi era davvero mancato era il sostegno. Qualcuno che mi ascoltasse.»

Un messaggio per chi sta ancora cercando di realizzare il sogno di diventare genitore

Quando le viene chiesto quale consiglio darebbe ad altre persone che affrontano difficoltà di fertilità, Abiba parla apertamente dello scoraggiamento e della delusione che possono seguire ripetuti tentativi senza successo.

Sa bene quanto possa essere difficile trovare la forza di riprovare quando i trattamenti precedenti non hanno portato al risultato sperato.

«A volte, il risultato tanto desiderato arriva proprio alla fine del percorso.»

Per la famiglia Chanou, la decisione di esplorare un’altra possibilità di trattamento ha rappresentato una nuova opportunità che ormai quasi non si aspettavano più.

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La loro storia ci ricorda che ogni percorso verso la genitorialità è unico. Sebbene nessun trattamento possa garantire una gravidanza, l’accesso a informazioni chiare, una valutazione medica personalizzata e un sostegno attento ed empatico possono aiutare i pazienti a prendere decisioni consapevoli sui passi successivi.

Ringraziamo sinceramente la famiglia Chanou per aver condiviso la propria storia con tanta sincerità e apertura.

Guarda la videointervista completa e scopri la storia della famiglia Chanou raccontata direttamente dai protagonisti.

 

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